Perché evitare i fondi comuni di investimento

fondi investimento o etf
Con i rendimenti quasi a zero di Btp e obbligazioni la sottoscrizione di fondi comuni di investimento e polizze vita (il cosiddetto risparmio gestito) è costantemente cresciuto nel corso degli ultimi quattro anni.

Da una parte i risparmiatori che cercano alternative di investimento ai classici titoli di stato. Dall'altra le banche che, grazie alla liquidità fornita dalla Bce, non hanno bisogno di raccogliere denaro tramite le tradizionali obbligazioni bancarie e spingono quindi i prodotti del risparmio gestito che offrono alte commissioni.
Banche e Sgr quindi sono contente, molto meno i risparmiatori che pagano per prodotti molto costosi e poco remunerativi rispetto al mercato. Opinioni personali? Vediamo ...


I costi dei fondi comuni di investimento in Italia

In Italia le commissioni medie sui fondi di investimento sono nettamente superiori alla media europea (che a loro volta sono molto più alte di quelle americane).  Per esempio il costo medio di un fondo azionario in Italia è pari a circa il 2,11% contro una media europea dell’1’25%, su un fondo obbligazionario sopra l’1% contro una media europea dello 0.70%.

E senza considerare le ignobili performance fee, le commissioni di incentivo che si pagano se il fondo ottiene performance superiori. Ma a cosa? Sono commissioni costruite in modo tale che si pagano anche quando i risultati sono negativi.  Basta fare meglio del mercato di riferimento (benchmark) o addirittura far meglio nel solo mese, anche se si è in netta perdita. Se un fondo ha perso il 10% in un mese e poi recupera il 5% in quello successivo, il sottoscrittore paga un premio al gestore anche se il fondo è ancora in perdita del 5% nei due mesi.
Non a caso questo tipo di commissione non esistono  negli Stati Uniti.

Teoricamente, in base ai regolamenti di Banca d'Italia, anche da noi i rendimenti vanno misurati su base annuale e il gestore non può scegliersi l’indice di riferimento. Ma siccome la maggioranza dei fondi venduti sono registrati all'estero (in genere in paese con fiscalità favorevole come Irlanda o Lussemburgo) le regole imposte dalla banca centrale nazionale non valgono. E quindi i fondi collocati dalle banche e dai promotori italiani le aggirano tranquillamente.

Da ultimo, fra i costi, occorre considerare anche i costi di negoziazione (acquisto e vendita dei titoli che compongono il fondo) che guarda caso, sempre in Italia, sono i più alti a causa dell'alto turnover.

I rendimenti dei fondi italiani

Si potrebbe ribattere che a fronte degli alti costi si acquistino prodotti migliori. Ed infatti questa è la difesa di banche e gestori. Ma è proprio vero?

Da un’analisi di Milano Finanza, nel 2016 solo il  20% dei fondi di investimento italiani ha battuto il proprio benchmark di riferimento.
Nulla di nuovo. Risultati simili sono stati pubblicati puntualmente ogni anno da Mediobanca. E ad analogo esito sono pervenuti i ricercatori di Norisk che hanno messo a confronto i risultati di alcuni fondi con le performance realizzate da Etf con caratteristiche simili.
Gli Etf (Exchange traded fund) sono strumenti d’investimento che replicano  semplicemente l’andamento di un indice. La loro gestione viene per questo definita passiva in contrapposizione a quella attiva dei fondi. O che dovrebbe essere attiva visto che sempre diverse ricerche testimoniano come molti fondi di fatto non facciano che replicare l'indice, applicando però i costi della gestione attiva ai sottoscrittori.

Meglio gli ETF



In sintesi quindi dati e ricerche confermano che i fondi di investimento in Italia non solo hanno alti costi, ma non offrono nemmeno mediamente rendimenti superiori al mercato da giustificarli.
Se fino a qualche anno fa gli investitori non avevano alternative (o fondi o investimento diretto in obbligazioni e azioni), ora la diffusione di strumenti di investimento collettivo a gestione passiva (index funds o ETF) che applicano commissioni sensibilmente inferiori toglie ogni scusa. Purtroppo però il risparmiatore italiano si affida ancora a banche e Sim, per poi magari lamentarsi inutilmente solo di fronte a disastri.

Ci sono certamente fondi con buone e durature performance (molto pochi) da giustificare il maggior costo. Ma visto che è difficile trovarli, se non sai come fare piuttosto sottoscrivi un Etf. Ormai ne trovi a volontà nella Borsa italiana. Seleziona il mercato di riferimento e poi scegli in base ai costi e alla liquidità dello strumento (il numero di pezzi scambiati quotidianamente, indicatore che segnala la facilità di rivendere lo strumento). Ti possono essere utili anche strumenti di costruzione del portafoglio di Etf (JustETF) o di confronto del tuo fondo con le alternative di mercato (reFees) che offrono un servizio di base gratuito.

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