Azioni con alti dividendi e cedole

Aprile e maggio sono i mesi in cui tradizionalmente viene staccato il dividendo delle azioni quotate nella Borsa di Milano. E periodicamente da fine marzo appaiono sui giornali finanziari e non, articoli fuorvianti sui rendimenti di questi titoli.

Per esempio il Corriere Economia del 20 marzo titola "Le azioni che rendono più del 4%".  E poi peggiora ulteriormente la situazione paragonando i rendimenti di queste azioni con  i Btp di varia scadenza.
Anche l'ultimo numero di Milano Finanza ha dedicato la copertina al tema dei dividendi, con titoli però più sobri, anche se spiccava sempre la tabella con i migliori dividend yield (rapporto tra il valore del dividendo e il prezzo dell'azione).

Ho già avuto modo di sengnalare come sia sbagliato considerare i dividendi al pari di una cedola obbligazionaria. Il dividendo infatti è il pagamento di una quota del valore dell'azione (il cui prezzo viene quindi decurtato), non un qualcosa in più come la cedola delle obbligazioni a cui gli italiani, affezionati ai Btp, sono abituati.
Si tratta di un tipico errore finanziario che le banche e le società di gestione sono pronte a sfruttare proponendo i fondi di investimento a cedola che danno una maggiore (ma falsa) sicurezza e tranquillità agli investitori italiani.

E purtroppo i primi a fare confusione sono proprio i media che poi ipocritamente fanno servizi sulla scarsa educazione finanziaria degli italiani (a volte la colpa è solo dei redattori che fanno i titoli, mentre per fortuna poi l'articolo è più sobrio e corretto).

Come investire nelle azioni con alti dividendi

Se è sbagliato considerare il dividendo al pari di una cedola, ciò non significa che le azioni con alti dividendi (per alto intendo non in valore assoluto, ma in valore relativo al prezzo dell'azione) possano offrire valide opportunità di investimento, specie in periodi di bassi tassi di interesse come l'attuale.

Occorre però ricordare come sia accaduto spesso che i dividendi distribuiti non fossero un indicatore di solidità e redditività. Viene infatti spontaneo pensare che solo una società in salute possa offrire buoni dividendi. Ma a volte i motivi degli alti dividendi sono diversi. Per esempio il tentativo di sostenere fittiziamente le quotazioni azionarie o quello di fornire liquidità agli azionisti di maggioranza (per esempio lo Stato).

Come riuscire quindi ad individuare i buoni investimenti? "I titoli ad alto dividendo possono fare bene, purché siano a buon mercato", vale a dire purché la società che li distribuisce sia effettivamente redditizia e in salute pur se spesso sottovalutata in Borsa.
Non è certo facile però per il piccolo risparmiatore fare un'attenta selezione di queste società, che richiede anche una conoscenza dell'analisi fondamentale.

L'alternativa è ricorrere al risparmio gestito, ci sono infatti diversi fondi e Etf specializzati nel settore.


Nell'immagine precedente ne trovate alcuni (i primi sono i fondi, i secondi gli Etf). Di fatto la performance dell'ultimo anno è stata ottenuta in toto negli ultimi 6 mesi. 
Occorre comunque ricordare come la strategia di seguire i titoli ad alto dividendo sia tra quelle più penalizzate quando aumentano i tassi di interesse. Al momento, questa eventualità in Europa non sembra così prossima, anche se la politica monetaria Usa e la ripresa dell'inflazione potrebbero avvicinarla.

ps. segnalo che la promozione Widiba è stata prorogata fino al 5 aprile. 

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