Polizza Cpi a protezione del mutuo - consigli per risparmiare

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Il recente Ddl concorrenza (legge 4 agosto 2017, n. 124, comma 135 ) è di nuovo intervenuto sulle polizze abbinate ai mutui e ai prestiti. Preciso che non parliamo della polizza incendio sulla casa che è obbligatoria per legge (anche se puoi sottoscriverla con qualsiasi Compagnia, rifiutando quindi quella proposta dalla banca), ma delle cosiddette polizze Cpi (Credit protection insurance), ossia contratti vita, danni, o molto spesso multirischi, volti a coprire eventi che possano rendere complicato il pagamento delle rate quali la morte, invalidità permanente, perdita dell’impiego per i lavoratori dipendenti o infortuni per gli autonomi.


Nonostante ciò che riportano i giornali, anche finanziari, di grandi novità non ce ne sono. Viene infatti semplicemente ribadito che la polizza è facoltativa e qualora la banca obbligasse il mutuatario a sottoscriverla (o questa fosse necessaria per avere le medesime condizioni sul finanziamento) la banca deve accettare polizze di terzi purché il contratto rispetti una serie di contenuti minimi (nei prossimi mesi, Abi, Ania e Ivass dovrebbero definire un elenco di caratteristiche standard dei contratti). E' saltato invece l'obbligo per la banca di fornire due preventivi alternativi di altri gruppi assicurativi (obbligo in effetti complesso da attuare e assurdo in un libero mercato, deve infatti giustamente essere il cliente a cercare alternative).

Viene inoltre confermato il diritto di recesso entro 60 giorni dal momento della stipula, obbligo già sancito da Ivass (come al solito in Italia si fanno tante leggi per ribadire cose inutili o già autoregolamentate).
Non si interviene però sul principale problema, sui costi di questi prodotti proposti in banca, che la stessa Ivass giudica molto care. In mancanza di una tutela legislativa, vediamo come fare a difendersi dalle proposte onerose fatte in banca (e in certe agenzie assicurative).

Costi delle polizze CPI

Il prezzo di questi prodotti è variabile in funzione delle banche e delle coperture abbinate. Quasi tutte offrono la copertura morte e invalidità permanente, altre aggiungono anche la perdita di impiego per i lavoratori dipendenti, l’inabilità temporanea al lavoro per gli autonomi e il ricovero ospedaliero per i pensionati (ricordo che l’Ivass ha recentemente imposto che la copertura sia efficace al momento della sottoscrizione del contratto. La copertura perdita di impiego quindi può esser sottoscritta solo da lavoratori dipendenti, non dagli autonomi o dai pensionati che non avrebbero alcun beneficio. Sembra banale ma in passato le banche offrivano pacchetti che comprendevano tutte le coperture facendo pagare garanzie inutili ai clienti).

In generale i premi variano dal 2% dell’importo erogato per una semplice protezione vita fino al 6-7% per un pacchetto di protezione completo, ma ci sono parecchi casi di premi superiori al 10%.
Costi eccessivi, non a caso finiti sotto l’occhio dell’Ivass. Un suo recente intervento ha permesso di ridurre le provvigioni a favore delle banche che le collocano. In passato infatti si arrivava all’80% (vale a dire che di 100 di premio, 80 andava alla banca che vendeva semplicemente il prodotto), ora si è sceso dal 25 al 50%. Commissioni comunque ancora alte. Immagina di andare a comprare un’auto sapendo che metà di ciò che paghi va al concessionario.

Caratteristiche

Il premio è solo uno degli indicatori da considerare,  anche se spesso il principale.

Oltre al tipo di coperture offerte, occorre conoscere durate, franchigie, esclusioni. Per esempio nel caso morte occorre verificare che sia incluso non solo il decesso per infortunio, ma anche quello conseguente a malattia.

La perdita di impiego

Il caso più rilevante è la perdita di impiego, la copertura che spesso costa di più per dare di meno. Perché? Perché le stesse Compagnie non sanno stimare il rischio visto che, rispetto alle classiche coperture (morte, vita, invalidità etc.) c’è poca storia statistica. Inoltre i cambiamenti sociali, economici (es. la crisi finanziaria) e normativi (si pensi al Jobs Act che rende più agevole i licenziamenti) possono modificare ogni previsione.

E in un quadro incerto, le Assicurazioni si tutelano sparando alto. Tanto i “polli” in banca abbondano.
Il risultato è che non solo la copertura la paghi “salata” ma spesso non ne usufruisci anche se perdi il lavoro. In molti casi infatti se si chiede l’indennità di disoccupazione, o si entra in cassa integrazione o altre forme di mobilità, la copertura non entra in vigore.

La polizza inoltre prevede franchigie e limitazioni che ne restringono ulteriormente l'applicazione.
In genere non coprono tutta la durata del mutuo, ma solo 10-15 anni.

Inoltre, al verificarsi dell'evento, ti pagano spesso solo massimo 12 mensilità, magari per più eventi. Ma il rischio di perdere il lavoro più volte (nell'arco di 10-15 anni) è inferiore rispetto a quello di perderlo e non trovarlo per un lungo periodo.
Ricorda che la copertura non ti paga lo stipendio, ma semplicemente la rata del mutuo. In generale quindi al massimo (salvo casi eclatanti) ti pagherebbe 12 mensilità del finanziamento. Fai il calcolo di quanto la paghi e vedi se conviene pagare 100 per ricevere poco di più nel caso di perdita di impiego, con tutti i limiti e i rischi che ci siamo detti.

Consigli prima di sottoscrivere la polizza Cpi


Ritengo utile la protezione delle polizze abbinate ai finanziamenti. E’ evidente che determinate situazioni possano creare effettivi problemi alla tua famiglia. Per es. la morte o l’invalidità di chi percepisce un redditto, possono comportare l’impossibilità di pagare la rata e quindi la perdita della casa.

E’ utile però seguire qualche consiglio per non pagare eccessivamente il rischio:
  • non sottoscriverla in banca perché gli alti costi di intermediazione ti portano a pagare di più e senza ricever alcun servizio aggiuntivo (il bancario vende solo quel prodotto, non ti può quindi consigliare una copertura idonea);
  • mai la perdita di impiego per la presenza di limiti e franchigie che rendono inutile la copertura. Piuttosto ricorda che, in caso di problemi, puoi usufruire di diritto del Fondo Solidarietà dello Stato sospendendo le rate fino a 18 mesi, un tempo idoneo per trovare lavoro (e comunque più lungo della stessa copertura assicurativa);
  • valuta bene l’invalidità permanente per malattia o infortunio in rapporto alla tua posizione previdenziale. Spesso la copertura prevede un’invalidità del 60%, condizioni simili a quelle previste dall'Inps per ottenere la pensione di inabilità;
  • fai attenzione che le coperture morte e invalidità siano sia per infortunio che malattia;
  • considera la presenza di altre coperture vita già sottoscritte da te o garantite dal tuo datore di lavoro.
Premesso questo, l’ideale è sottoscrivere una TCM (temporanea caso morte) a capitale decrescente con la copertura per invalidità permanente (e eventualmente  l’inabilità per i lavoratori autonomi).
Puoi trovare valide alternative anche online, vedi  Genertellife o Metlife (dal menu in alto, seleziona "Proteggi il mutuo" e vedrai le varie proposte assicurative sui mutui).


Consigli se hai già sottoscritto

Se hai già sottoscritto la polizza, purtroppo c'è poco da fare. Se non sono passati ancora 60 giorni, sei ancora a tempo a recedere (leggi sul contratto le modalità).

Se la banca ti "costringe" a fare l'assicurazione (o ti propone migliori condizioni sul mutuo se la sottoscrivi), fatti dare un contratto in bianco del finanziamento per verificare che in caso di recesso dalla polizza ci siano penalizzazioni (solitamente non ce ne sono, anche perché molto border line con la legge). Sottoscrivi poi tranquillamente il mutuo con la polizza, senza lamentarti (anzi magari tira il prezzo del mutuo) e poi entro 60 giorni mandi il recesso alla Compagnia. "A mali estremi, estremi rimedi". Poi passa al punto precedente per valutare proposte più serie di copertura.

Ricorda infine che in caso di estinzione del finanziamento (anche parziale), incluso il caso di surroga, hai diritto al rimborso della quota parte del premio non goduto.

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