Minusvalenze fine annoda recuperare

Si avvicina la fine dell’anno e tra le tante cose da fare è opportuno verificare anche la presenza di minusvalenze finanziarie in scadenza per evitare di perdere il "credito fiscale".

Cosa sono le minusvalenze?

In caso di vendita di uno strumento finanziario ad un valore superiore al valore d'acquisto, si realizza una plusvalenza mentre, in caso contrario, di vendita ad un valore inferiore a quello di carico, una minusvalenza.In pratica le minusvalenze sono perdite rappresentate dalla differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario.

Ad esempio, se acquisto 1.000 azioni a 10 € e le rivendo a 8, subisco una minusvalenza che ammonta a (8-10) * 1.000 = - 2.000 €.


Le minusvalenze (non tutte, come vedremo) possono essere recuperate compensandole con future plusvalenze. Ma hanno una scadenza, occorre infatti compensarle entro il 4° anno successivo.
In pratica quindi, le minusvalenze contratte durante l’anno 2013 possono essere compensate entro  entro il 31 dicembre 2017.
La tua banca dovrebbe comunicarti periodicamente la tua situazione fiscale (cosiddetto zainetto fiscale) oppure puoi vederlo dal sito di home banking. Verifica se hai minusvalenze e in particolare se ne hai in scadenza a breve (vale a dire quelle conseguite nel 2013).

Come compensare le minusvalenze

Per recuperare una minusvalenza, occorre realizzare una plusvalenza, e quindi vendere un prodotto finanziario in guadagno. Da una verifica del tuo portafoglio potrai vedere facilmente i prodotti in guadagno (spesso con colore verde o nero se usi il sito della banca).


Ad esempio, ipotizziamo di avere acquistato a 2 € una quantità di 1.000 azioni che in questo momento quotano 3 €. Vendendo le 1.000 azioni a 3 €, realizzi una plusvalenza di 3.000-2.000=1.000€ che puoi mettere a compensazione con le precedenti minusvalenze, i 2.000 € persi nell’esempio precedente. L'aspetto positivo è appunto che su questo guadagno di 1.000 euro non paghi l'imposta del 26% perché viene compensata con le minusvalenze pregresse.

Se poi vuoi mantenere il titolo venduto, lo puoi riacquistare. Solitamente, anche considerando i costi di negoziazione e l'eventuale variazione del titolo, l'operazione conviene. Fai attenzione a non  effettuare il riacquisto lo stesso giorno, ma attendi almeno il successivo.

Attenzione che non tutto si compensa. Purtroppo la farraginosa legge fiscale italiana fa sì che alcune plusvalenze non possano essere utilizzate in compensazione a vecchie perdite.
Cosa non puoi compensare? I guadagni sugli ETF e i fondi comuni di investimento. Inoltre ricorda che non sono compensabili i redditi da capitale come le cedole delle obbligazioni ed i dividendi delle azioni. Sono invece compensabili i capital gain ottenuti su azioni, obbligazioni, etc e certificates. Per quest'ultimi prodotti spesso è anche compensabile la cedola (se il suo pagamento è condizionato a certe regole). Da notare che i titoli di stato (come Btp e Bot), essendo tassati al 12,5%, recuperano una quota inferiore di minusvalenze.

Cosa fare quindi?
  1. verifica se hai minusvalenze in scadenza e nel caso, se hai titoli in portafoglio con plusvalenze potenziali;
  2. dopo esserti accertato che il titolo in guadagno è compensabile (non è un fondo o un Etf) vendilo. Attenzione ai tempi: la vendita di un titolo è regolata in 2-3 giorni lavorativi. Devi quindi effettuare l'operazione in modo che la data di regolamento cada nel 2017, in pratica prima di Natale;
  3. se poi vuoi mantenere il titolo, il giorno lavorativo successivo lo puoi riacquistare. Ma visto il periodo consiglio di aspettare il nuovo anno, in tal modo risparmierai anche il bollo.
Se sei, come nella maggioranza dei casi, in regime amministrativo, sarà la banca ad effettuare i conti e compensare la minusvalenza. Se sei in regime dichiarativo spetterà a te farlo nella dichiarazione dei redditi.

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