Migliori conti deposito 2017

migliore conto deposito 2017
Dopo aver visto le azioni e obbligazioni in cui investire nel 2017, oggi vediamo i conti deposito, i tradizionali strumenti a cui da anni si affidano i risparmiatori più prudenti.  Sono infatti strumenti finanziari non soggetti alla volatilità dei mercati finanziari e più sicuri in quanto protetti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (occorre comunque valutare la banca per evitare rischi di blocco dei depositi).

Anni fa alcune banche pioniere offrivano sui conti deposito rendimenti molto generosi, superiori addirittura a quelli delle obbligazioni bancarie, titoli di Stao o buoni fruttiferi postali. Con il tempo sono quindi diventati uno strumento conosciuto dai risparmiatori, soprattutto quelli che si affidavano alle nuove bancahe online.

Dove investire nel 2017

dove investire 2017
Come ogni inizio anno torna la fatidica domanda "Dove investire ora?". Sebbene non sia totalmente corretto pensare all'anno come ambito temporale per l'investimento, è comunque positivo che a determinate scadenze si confronti il proprio portafoglio finanziario con la situazione dei mercati. Ben venga quindi la tradizionale scadenza di inizio anno per valutare se e quanto i nostri investimenti sono allineati agli obiettivi che ci poniamo.


Tasse sugli investimenti di fine anno

Fine anno si avvicina e fra le varie scadenze, c'è quella delle tasse sugli investimenti, in particolare il bollo pari a:

  • 34,2 euro fissi su conti correnti con giacenza media superiore a 5.000 euro
  • 0,2% sui capitali investiti in azioni, obbligazioni, fondi di investimento, conti deposito etc.
Come già indicato negli anni passati, con alcune accortezze puoi ridurre il peso fiscale. In particolare sul conto deposito paghi il bollo proporzionale sulla somma depositata il 31/12. Se quindi riesci a spostare questa cifra, puoi non pagare il bollo (o meglio, pagherai solo il minimo di 1 euro).

Polizza Genertel Sicuramente Protetto - aggiornamento 2016

genertel sicuramente protetto 2016
Ormai da due anni consiglio, come buona soluzione di investimento per un risparmiatore prudente, la polizza Genertel Sicuramente.

Questa polizza è stata chiusa l'anno scorso e sostituita con la Genertel Sicuramente Protetto che presenta analoghe caratteristiche, eccetto un caricamento commissionale maggiorato: 1,4% contro l'1%. Nonostante questo, rimane una buona alternativa di investimento in questo periodo di rendimenti zero.

Non mi dilungo troppo nello spiegare le caratteristiche del prodotto. L'ho già fatto in passato e puoi leggere i precedenti articoli su come funzionano queste polizze.

Btp Italia ottobre 2016 caratteristiche e convenienza

Da oggi, lunedì 17 fino a mercoledì 19 ottobre è possibile sottoscrivere il nuovo Btp Italia 2016-2024 (teoricamente, ma credo sia molto improbabile, la sottoscrizione potrebbe essere chiusa in anticipo qualora si raggiunga prima della scadenza l'importo massimo collocabile).

Caratteristiche

Tecnicamente il nuovo Btp Italia è simile alle ultime emissioni:
  •  indicizzato all’inflazione italiana misurata sulla base dell’indice Istat FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con esclusione dei tabacchi);
  • in caso di deflazione (inflazione negativa) è garantito il rendimento minimo pari al tasso cedolare reale semestrale fisso;
  • la durata dè di 8 anni (scadenza 24 ottobre 2024)
  • prezzo di acquisto a 100, se si acquista in emissione non si pagano commissioni;
  • taglio minimo 1.000 € e si possono quindi acquistare multipli di 1.000 €;
  • la tassazione, come per tutti i titoli di stato, è pari al 12,5%;
  • se si acquista in sottoscrizione e si mantiene in portafoglio ininterrottamente fino a scadenza è previsto un "premio fedeltà" del 4 per mille lord.
Come nelle precedenti occasioni è già stato indicato il tasso (reale) annuo minimo garantito che è pari allo 0,35% annuo e potrà essere eventualmente aumentato a fine sottoscrizione. Poi il titolo sarà quotato al MOT di Borsa Italiana, codice Isin è IT0005217762. 



Conviene il nuovo Btp Italia?

Ad ogni emissione si riptetono le stesse domande ed è francamente sempre più difficile trovare spunti per consigliare il titolo, premesso che poi una valutazione non può prescindere dagli obiettivi di ognuno e dall'attuale portafoglio finanziario.

Certamente il rendimento minimo garantito (0,35%) non è allettante, considerando poi che al netto di ritenuta fiscale (12,5%) e bollo (0,20%) si ha un rendimento netto reale di 0,1062% a cui aggiungere il tasso di inflazione.

Non è sicuramente un titolo su cui entrare con l'ottica di rivenderlo. Per i cassettisti, vale a dire coloro che intendono acquistare il Btp Italia e mantenerlo fino a scadenza, potrebbe anche essere una soluzione per bilanciare il portafoglio con un titolo che garantisce la conservazione del capitale ed il recupero dell'inflazione nel medio-lungo periodo.
Inflazione italiana che però al momento è praticamente nulla (i Btp Italia attualmente in circolazione pagheranno una cedola pari al rendimento reale) e non dà segni di risalita nonostante gli interventi della Bce.

Nei prossimi mesi  i mercati dovranno affrontare una serie di incognite (elezioni Usa, referendum in Italia) ed il Btp Italia ha dimostrato di esser un titolo a bassa volatilità, più sicuro quindi degli altri titoli di stato.  Inoltre se andassero realmente in porto gli accordi sul petrolio, i prezzi di questo potrebbero aumentare stabilmente con un'ovvia ricaduta sulla crescita dei prezzi.

Personalmente ritengo sia comunque meglio attendere la prossima emissione (che potrebbe arrivare in primavera 2017) quando sarà più chiara sia la situazione politica in Italia che la politica economica della BCE sul Quantitative Easing ormai in scadenza  (con le conseguenti ricadute sullo spread del Btp), oltre che più evidente se gli indici di inflazione europea previsti dalla BCE (un ritorno al 2% nel 2018) sono raggiungibili. Considerato il magro rendimento, preferisco attendere e investire piuttosto in un conto deposito non vincolato.

Aumento dei costi dei conti correnti per salvare le banche?

Recentemente sui giornali si è parlato degli aumenti dei costi dei conti correnti di alcune banche (Banco Popolare, Ubi Banca e Unicredit) per far fronte ai salvataggi delle quattro banche italiane (Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti).

Il Banco Popolare per esempio ha annunciato una commissione una tantum di 25 euro che sarà addebitata a fine dicembre su ogni conto corrente (privato o azienda). Ubi Banca invece ha aumentato di 12 euro annui il costo del canone del conto Qubì (il loro principale conto corrente per privati) e di 24 euro i costi di gestione annui degli altri conti, sia privati che aziende.


Mutui Intesa San Paolo per giovani e non

tassi interesse mutuo
Recentemente ho letto un comunicato stampa di una nota associazione dei consumatori che lamentava come le banche italiane facessero pagare sui mutui ipotecari i tassi più alti che in Europa. Nessuno mi può tacciare di esser a favore delle banche italiane, ma certe associazioni farebbero bene a guardare ai veri problemi. Perché se oggi c’è qualcosa di cui i clienti banca non si possono lamentare, sono i tassi di interesse sui mutui.

Non è solo dovuto ai tassi di mercato al minimo storico. Ma anche grazie ai comparatori online (consiglio sempre Mutui Online) e soprattutto a chi li utilizza, la concorrenza in questo settore è alta (a differenza per esempio degli investimenti dove le banche rimangono libere di piazzare ciò che vogliono senza facili confronti con le altre banche).