Polizza Genertel Sicuramente Protetto - aggiornamento 2016

genertel sicuramente protetto 2016
Ormai da due anni consiglio, come buona soluzione di investimento per un risparmiatore prudente, la polizza Genertel Sicuramente.

Questa polizza è stata chiusa l'anno scorso e sostituita con la Genertel Sicuramente Protetto che presenta analoghe caratteristiche, eccetto un caricamento commissionale maggiorato: 1,4% contro l'1%. Nonostante questo, rimane una buona alternativa di investimento in questo periodo di rendimenti zero.

Non mi dilungo troppo nello spiegare le caratteristiche del prodotto. L'ho già fatto in passato e puoi leggere i precedenti articoli su come funzionano queste polizze.

Btp Italia ottobre 2016 caratteristiche e convenienza

Da oggi, lunedì 17 fino a mercoledì 19 ottobre è possibile sottoscrivere il nuovo Btp Italia 2016-2024 (teoricamente, ma credo sia molto improbabile, la sottoscrizione potrebbe essere chiusa in anticipo qualora si raggiunga prima della scadenza l'importo massimo collocabile).

Caratteristiche

Tecnicamente il nuovo Btp Italia è simile alle ultime emissioni:
  •  indicizzato all’inflazione italiana misurata sulla base dell’indice Istat FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con esclusione dei tabacchi);
  • in caso di deflazione (inflazione negativa) è garantito il rendimento minimo pari al tasso cedolare reale semestrale fisso;
  • la durata dè di 8 anni (scadenza 24 ottobre 2024)
  • prezzo di acquisto a 100, se si acquista in emissione non si pagano commissioni;
  • taglio minimo 1.000 € e si possono quindi acquistare multipli di 1.000 €;
  • la tassazione, come per tutti i titoli di stato, è pari al 12,5%;
  • se si acquista in sottoscrizione e si mantiene in portafoglio ininterrottamente fino a scadenza è previsto un "premio fedeltà" del 4 per mille lord.
Come nelle precedenti occasioni è già stato indicato il tasso (reale) annuo minimo garantito che è pari allo 0,35% annuo e potrà essere eventualmente aumentato a fine sottoscrizione. Poi il titolo sarà quotato al MOT di Borsa Italiana, codice Isin è IT0005217762. 



Conviene il nuovo Btp Italia?

Ad ogni emissione si riptetono le stesse domande ed è francamente sempre più difficile trovare spunti per consigliare il titolo, premesso che poi una valutazione non può prescindere dagli obiettivi di ognuno e dall'attuale portafoglio finanziario.

Certamente il rendimento minimo garantito (0,35%) non è allettante, considerando poi che al netto di ritenuta fiscale (12,5%) e bollo (0,20%) si ha un rendimento netto reale di 0,1062% a cui aggiungere il tasso di inflazione.

Non è sicuramente un titolo su cui entrare con l'ottica di rivenderlo. Per i cassettisti, vale a dire coloro che intendono acquistare il Btp Italia e mantenerlo fino a scadenza, potrebbe anche essere una soluzione per bilanciare il portafoglio con un titolo che garantisce la conservazione del capitale ed il recupero dell'inflazione nel medio-lungo periodo.
Inflazione italiana che però al momento è praticamente nulla (i Btp Italia attualmente in circolazione pagheranno una cedola pari al rendimento reale) e non dà segni di risalita nonostante gli interventi della Bce.

Nei prossimi mesi  i mercati dovranno affrontare una serie di incognite (elezioni Usa, referendum in Italia) ed il Btp Italia ha dimostrato di esser un titolo a bassa volatilità, più sicuro quindi degli altri titoli di stato.  Inoltre se andassero realmente in porto gli accordi sul petrolio, i prezzi di questo potrebbero aumentare stabilmente con un'ovvia ricaduta sulla crescita dei prezzi.

Personalmente ritengo sia comunque meglio attendere la prossima emissione (che potrebbe arrivare in primavera 2017) quando sarà più chiara sia la situazione politica in Italia che la politica economica della BCE sul Quantitative Easing ormai in scadenza  (con le conseguenti ricadute sullo spread del Btp), oltre che più evidente se gli indici di inflazione europea previsti dalla BCE (un ritorno al 2% nel 2018) sono raggiungibili. Considerato il magro rendimento, preferisco attendere e investire piuttosto in un conto deposito non vincolato.

Aumento dei costi dei conti correnti per salvare le banche?

Recentemente sui giornali si è parlato degli aumenti dei costi dei conti correnti di alcune banche (Banco Popolare, Ubi Banca e Unicredit) per far fronte ai salvataggi delle quattro banche italiane (Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti).

Il Banco Popolare per esempio ha annunciato una commissione una tantum di 25 euro che sarà addebitata a fine dicembre su ogni conto corrente (privato o azienda). Ubi Banca invece ha aumentato di 12 euro annui il costo del canone del conto Qubì (il loro principale conto corrente per privati) e di 24 euro i costi di gestione annui degli altri conti, sia privati che aziende.


Mutui Intesa San Paolo per giovani e non

tassi interesse mutuo
Recentemente ho letto un comunicato stampa di una nota associazione dei consumatori che lamentava come le banche italiane facessero pagare sui mutui ipotecari i tassi più alti che in Europa. Nessuno mi può tacciare di esser a favore delle banche italiane, ma certe associazioni farebbero bene a guardare ai veri problemi. Perché se oggi c’è qualcosa di cui i clienti banca non si possono lamentare, sono i tassi di interesse sui mutui.

Non è solo dovuto ai tassi di mercato al minimo storico. Ma anche grazie ai comparatori online (consiglio sempre Mutui Online) e soprattutto a chi li utilizza, la concorrenza in questo settore è alta (a differenza per esempio degli investimenti dove le banche rimangono libere di piazzare ciò che vogliono senza facili confronti con le altre banche).

Tassazione plusvalenze e minusvalenze Forex e opzioni binarie

tasse forex opzioni binarie
Ormai da tempo, dal punto di vista fiscale, le operazioni sul Forex sono state assimilate a qualsiasi operazione di investimento in strumenti finanziari. Sui guadagni Forex si paga quindi il 26% di ritenuta fiscale.

Con una risposta del 2011 l’Agenzia delle Entrate aveva poi chiarito che valeva anche per il Forex la norma sulla deducibilità delle perdite che quindi, come per ogni altro investimento, possono essere portate in deduzione delle plusvalenze fino al quarto anno successivo al loro conseguimento.

Tassi zero e costi conto corrente

costi conto corrente
I tassi di interesse sotto zero ormai sono una realtà, basta vedere i rendimenti offerti dai Btp a 2-3 anni. La maggioranza dei titoli di Stato europei e molte obbligazioni aziendali sono a tasso sotto zero. Recentemente è caduto anche il tabù degli interessi negativi sul conto corrente. Una banca tedesca ha infatti introdotto il tasso negativo sui conti dei suoi clienti.

Difficile che le banche italiane seguano l'esempio. Ma sicuramente i tassi al minimo storico riducono la loro redditività e in assenza di interessi, cercano di aumentare i ricavi in altri modi.

Prestito sociale Coop o conti deposito bancari

In questi giorni sta partendo la prima tranche di rimborsi ai prestatori di CoopCa, la cooperativa Carnica ormai fallita che ha lasciato senza soldi oltre 3.000 risparmiatori che avevano sottoscritto il  libretto di prestito sociale cooperativo.

La prima tranche dei rimborsi, pari a un totale di 6 milioni di euro, è la più consistente. Seguiranno una tranche di 4 milioni ad aprile 2017 e l'ultima di 3,5 milioni ad aprile 2018.
Con questi rimborsi, coloro che avevano aperto un prestito sociale con CoopCa riceveranno circa il 50% di quanto investito.