Problemi fusione Banco Bpm

fusione banco bpm
Il 24 luglio 2017 il Banco Bpm (il Gruppo bancario nato dalla fusione tra il Banco Popolare di Verona e la Banca Popolare di Milano) si è dotato di un'unica piattaforma informatica.
In sostanza si è passati al sistema informativo del Banco, per cui i maggiori interessati alla migrazione informatica sono stati il milione e passa di clienti di Banca Popolare di Milano (e WeBank).

Si può senz'altro affermare che la migrazione non è andata benissimo. Basta leggere i forum online per vedere le numerose lamentele di clienti che hanno avuto e hanno ancora numerosi problemi nell'utilizzo dell'home banking (impossibilità di operare sui titoli, nell'effettuare bonifici o pagamenti F24, persino nel pagare gli emolumenti ai dipendenti ...) e nei pagamenti o prelievi con il bancomat.
Il Sole 24 Ore stima che oltre 100 mila clienti abbiano avuto il conto praticamente bloccato, con l'impossibilità di effettuare qualsiasi tipo di operazione: compravendita titoli, ricarica, bonifico, prelievo ...


Non sorprende quindi che si siano create lunghe file agli sportelli, chi per lamentarsi chi per effettuare quelle operazioni  impossibili da eseguire online.  Anche i call center sono andati in tilt e la chat è stata sospesa visto l'impossibilità di fornire risposte immediate alle numerose richieste.

I motivi dei problemi informatici

Ovvio che non posso conoscere i motivi effettivi del caos sui conti di Bpm che continua ancora in questi giorni. Ma qualche idea ce l'ho.

E' sicuramente vero che in casi di operazioni di fusione e migrazione tecnologica qualche complicazione sorge sempre. Ma quando i problemi sono così diffusi e toccano anche i servizi primari, si va oltre la normalità.

Occorre ricordare come Banca Popolare di Milano non sia nuova a problematiche di questo tipo, basti pensare ai casini nella fusione Webank-WeTrade. 
E giustamente il Sole ci ricorda altri recenti casi clamorosi come quello del Gruppo Ubi Banca, quando l’operatività dei clienti è stata bloccata per giorni in concomitanza con la nascita di IWBank Private Investments, a seguito dell’integrazione di IWBank e la rete di promotori Ubi Banca Private Investment.

Qual è il problema principale di queste migrazioni informatiche? La fretta e l'incompetenza. Sono opinioni personali, ma suffragate da fatti e soprattutto dai pareri di molti bancari. I vertici aziendali hanno sempre più fretta di effettuare questo genere di operazioni. L'alto management, un po' per incompetenza un po' per lecchinaggio, li assecondano senza mettere in discussione le tempistiche effettivamente troppo ristrette.

Se sui tempi non si transige, sui costi invece si è meno fiscali. Vengono quindi prese maree di consulenti esterni che dovrebbero supportare la gestione del progetto (il cosiddetto project management).

Ma i consulenti esterni spesso non conoscono le specifiche logiche interne e sono impreparati. In particolare non sono in grado di rilevare realmente i problemi che solitamente solo i veri operativi possono intercettare. Il fatto è che il progetto viene gestito da consulenti e dal management di medio-basso livello che in banca non è certamente scelto sulla base dei meriti. Gli operativi quindi sono spesso trascurati e all'oscuro delle scelte, non possono quindi segnalare le criticità (o se lo fanno, queste vengono sottovalutate). Di veri operativi con esperienza poi in banca ce ne sono sempre meno tra prepensionamenti e esternalizzazioni.

Il risultato è quello che si sta vedendo in questi giorni in cui sono ora gli operativi a dover fare gli straordinari per le lacune di altri. Fretta e incompetenza sono ormai il mantra del nostro paese, basta vedere alle riforme emanate dagli ultimi governi, talmente fatte male da dover essere corrette poco dopo (vedi job acts, scuola, pubblica amministrazione, pensioni ...).

Reclami e rimborsi

Nonostante le numerose lamentele dei clienti, al momento si segnalano (secondo sempre i dati del Sole 24 Ore) meno di 200 reclami ufficiali. Anche se il numero aumenterà, sarà sempre infinitesimale rispetto a chi ha riscontrato problemi. 
In banca per un cliente che protesta, mille come minimo subiscono, rassegnati o ignari, i disguidi senza reclamare. E su questo le banche ci giocano. 
Non è una novità, l'ho scritto anche in merito agli aumenti ingiustificati dei canoni dei conti correnti di Intesa Sanpaolo. Sono infatti sicuro che pochissimi clienti hanno aperto un conto presso altre banche, nonostante oggi la concorrenza nel settore è forte ed è possibile avere conti correnti a zero spese (vedi l'articolo linkato in precedenza per una lista).


L'inerzia dei clienti è a mio parere un grave problema del settore bancario che consente a molti banchieri (e bancari) di vivere di rendita , nel senso che guadagnano senza dare alcun reale valore aggiunto. Per questo consiglio di nuovo a chi paga semplicemente per aver il conto corrente, di sfruttare questo periodo,sicuramente più tranquillo, per valutare l'apertura di uno dei conti indicati alla fine di questo articolo. Ricorda che se non sei disposto nemmeno a cambiare la tua banca, non puoi pretendere che qualcosa cambi.

Tornando al tema principale, segnalo che per ottenere eventuali risarcimenti dalla banca occorre effettuare un reclamo ufficiale (sul sito di ogni banca è pubblicata la procedura da seguire per il reclamo e per il ricorso all'Arbitro bancario finanziario). Il reclamo non costa nulla (spesso la banca consente di farlo online, al massimo si fa una raccomandata), il ricorso all'arbitro bancario richiede un contributo spese di solo 20 euro che, qualora il ricorso sia accolto, viene rimborsato dalla banca insieme al risarcimento.

Evidenzio infine ai clienti interessati da questa migrazione di verificare gli addebiti sul conto corrente. Ci sono infatti diverse segnalazioni di clienti che si sono trovati addebiti di costi non dovuti, quali bolli o canone del bancomat.





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